Release. Da che parte andare[5 minuti di lettura] Chi negli anni ‘90 non disdegnava camicie di flanella e riff strappacuore, ricorderà che, nella prima strofa di Release, i Pearl Jam cantavano: I see the world Feel the chill Which way to go [traduzione: Vedo il mondo Sento il brivido Da che parte andare] Le domande che cambiano il modo di lavorare con i contenuti. Il cammino si fa andando?No, si progetta. E qui è dove invece di stringere amicizie perdiamo chi ama la poesia di Machado (1): ma possiamo spiegarti. Sommando le esperienze di chi lavora in Officina Microtesti, portiamo oltre 25 anni di pratica con i contenuti. Le abbiamo vissute tutte: i blog martoriati dal keyword stuffing; i forum di settore con i moderatori in pieno stress post-traumatico; l’idea che i social siano gratis mentre il sito è solo “uno sbattimento”. E ancora: le DEM dichiarate morte a ogni cambio di stagione; il demone dell’algoritmo social a cui sacrificare la discendenza in nome dell’engagement; e-commerce manager per cui l'UX writing era un optional, tanto “c’è già chi sviluppa”. Per non parlare del grande classico: “Perché scrivere una newsletter se c’è già il sito o ci sono i social?” o il mitico “Facciamo l’app, tanto è uguale al sito”. Quello che invece abbiamo vissuto poco, o in rare preziose occasioni, sono state le riunioni in cui le persone dicevano: Cosa stiamo davvero promettendo? A chi? In quale momento del percorso? Con quali criteri decidiamo cosa produrre e cosa no? E da che parte vogliamo andare?
|
|
|
Il primo passo è importante, ma tracciare il percorso di più. Come governare sistemi di contenuti complessi con metodoContraddire i poeti, pure pure; è metterci contro Lao Tzu (2) che è azzardato, lo sappiamo. Ma che possiamo fare? In questi 25 anni e più abbiamo imparato che le dichiarazioni definitive o apocalittiche su canali e piattaforme non hanno molto senso. Tutto si trasforma e, qualunque sia la piattaforma del momento, richiederà di sicuro la gestione di sistemi di contenuti con un approccio progettuale. Abbiamo imparato infatti che nessun contenuto "è un’isola". E qui ci riprendiamo chi ama l’opera di Donne (3). È tutto un intricato sistema di organismi pulsanti, interdipendenti e collegati tra loro, di cui non sempre riusciamo a vedere l’inizio o la fine, in particolare quando ce ne occupiamo da tanto tempo e ogni elemento passa da mille mani. Ma ciò che è intricato può diventare, diciamolo, lineare. La soluzione sta nel metodo con cui gestiamo tutto, inclusi gli strumenti che diamo a chi, ogni giorno, lavora con noi per tenere questi sistemi in piedi, chiari, aggiornati, coerenti, di qualità. Da questa consapevolezza è nato CHIARO/m®, il metodo con cui in Officina Microtesti trasformiamo il contenuto da “attività accessoria” a operazioni governate da standard e criteri. Se ti stai chiedendo a che ti serve un metodo, la risposta è che con un metodo codificato puoi: decidere cosa dire e con quale priorità nei momenti chiave per trovare una direzione, ridurre le frizioni nei tuoi servizi e prodotti digitali e migliorare così le performance, sbloccare i colli di bottiglia e progettare insieme modelli riusabili per ottimizzare la produzione, intervenire su flussi, ruoli e strumenti, per mantenere la qualità dei tuoi ecosistemi digitali nel tempo e fissare dei criteri di governance.
|
Notizie dall'Officina8 maggio - Fondazione Telethon: Andrea terrà un nuovo incontro sulla comunicazione inclusivaCosa significa comunicare la rarità senza ridurla a una diagnosi? Dopo il primo modulo dedicato alle basi dei linguaggi inclusivi, prosegue la formazione per le Associazioni in Rete di Officina Microtesti per la Fondazione Telethon. In questo appuntamento partiremo dai social media per costruire narrazioni autentiche e impareremo a riconoscere le microaggressioni quotidiane, cioè quelle interazioni subdole o involontarie che trasmettono messaggi ostili verso le persone o i gruppi marginalizzati. Un percorso pratico per trasformare i canali digitali e le relazioni in spazi di reale accoglienza e visibilità. 14 maggio - Flowerista Festival 2026: Valentina interviene al Panel “AI & new ways of working”Il successo delle aziende dipenderà dalla loro capacità di diventare più agili e di fondarsi su relazioni umane, più che dalla potenza dell'AI in sé. Il linguaggio condiviso è un atto fondamentale per distribuire responsabilità: senza trasparenza, la tecnologia rischia di rafforzare vecchie gerarchie anziché abbatterle. La vera sfida è capire se l'AI faciliterà questa chiarezza o renderà il potere ancora più opaco. Per iniziare servono approcci progettuali, capacità di esplorare, nuovi flussi di lavoro e tanti altri elementi utili per costruire maggiore consapevolezza. Prenota il tuo posto al Flowerista Festival 15 maggio - Valentina terrà una lezione al Master in Studi Strategici e Sicurezza Internazionale della Ca’ Foscari Challenge School di VeneziaUsare il linguaggio chiaro è una scelta strategica nelle istituzioni. Molti casi internazionali confermano che scrivere chiaro riduce errori e aumenta la compliance: gli studi rovesciano la credenza secondo cui il linguaggio chiaro sia una riduzione della complessità. In questo panorama, l'AI ha un ruolo ambivalente: come acceleratore di opacità se usata senza criteri, e strumento di chiarezza se guidata consapevolmente. La responsabilità comunicativa rimane sempre umana: chi firma un testo risponde di ciò che ha scritto, indipendentemente da come lo ha prodotto.
18-19 maggio - Provincia Autonoma di Trento: Roberta in aula su contenuti e servizi digitali per la PA Cosa rende un servizio pubblico davvero accessibile a chi lo deve usare? Per due giornate lavoreremo con chi, nella Provincia autonoma e nelle società collegate, progetta moduli online, contenuti del portale istituzionale e servizi digitali per la cittadinanza. In aula parleremo di standard sul plain language, Content design, UX Writing e microcopy, ma anche di accessibilità digitale e linguaggi inclusivi. Un percorso operativo per trasformare la complessità di un ente pubblico in un'esperienza chiara per chi cerca, naviga e compila. |
Prima di salutartiNel 2025 abbiamo fatto tanta ma tanta formazione ad aziende, a una ONG e a un istituto culturale. Abbiamo parlato soprattutto di come gestire efficacemente sistemi di contenuti complessi e multicanale con team molto grandi. Abbiamo citato tante volte le parole “content operations” perché vogliamo che sia chiaro il motivo per cui non partiamo mai dalla scrittura. A momenti fondavamo un culto su come applicare i principi del content design a… quasi tutto. Sì, abbiamo parlato molto di Content design come base di processi ampi, comprese le trasformazioni dovute all'integrazione delle AI generative nelle varie fasi, dalla strategia al lavoro operativo. Ne abbiamo parlato così tanto che Valentina e Roberta hanno deciso di scriverci una guida completa e, se ti diciamo completa, è perché è una guida da spizzicare digitalmente con calma. Leggi la Guida completa al Content design. A presto, Roberta di Officina Microtesti |
Lineare è stata utile? Inoltra questo numero ad altre persone: condividiamo un approccio chiaro alla gestione di contenuti e processi (e sì, anche un po' della vita). |
|
|
[Crediti: foto di John Steve su Vecteezy] Note: 1) Ci riferiamo al verso del poeta spagnolo Antonio Machado, tratto dalla raccolta Campos de Castilla del 1912: «caminante, no hay camino, se hace camino al andar» (viandante, non c’è cammino, il cammino si fa andando). 2) Ci riferiamo a un passaggio del Tao tê ching di Lao Tzu, filosofo cinese fondatore del taoismo: «un viaggio di mille leghe ha inizio da ciò che sta sotto i piedi», un concetto che in italiano viene spesso riportato con l’espressione "inizia con un primo passo" o "inizia con un solo passo". 3) Ci riferiamo al passo del poeta inglese John Donne, tratto dalla raccolta di meditazioni Devotions upon Emergent Occasions del 1624: «No man is an Island, entire of itself» (nessun uomo è un'isola, completo in sé stesso). |
|
|
|
|